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Sanità: medici di base in pensione, la Regione Lazio correi ai ripari

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2 GEN (Affari Italiani) – Il dottor Vincenzo Panella,direttore regionale della sanità, in rifermento al dibattito aperto sui medici che andranno in pensione e il possibile vuoto assistenziale che questo potrebbe creare, spiega : “Nel caso della Medicina generale e della Pediatria di base questo squilibrio nel corso del prossimo quinquennio sarà molto acuto, molto vivace, e avremo disponibili meno della metà dei medici che saranno andati in pensione da qui a 5 anni. Alcune difficoltà ce le abbiamo già da tempo con specializzazioni come la pediatria piuttosto che l’anestesiologia o la radiologia, a causa di un numero di specialisti che viene prodotto annualmente dalle scuole di specializzazione delle Università inferiore al fabbisogno ed a ciò va posto rimedio in modo urgente”.
Le proiezioni dell’Enpam , l’ente previdenziale dei medici italiani, prevedono che dal 2016 al 2021,  usciranno dai ranghi della medicina generale e dei pediatri di libera scelta,  complessivamente 1556 medici  e ne entreranno meno di 500, poiché gli attuali corsi di formazione triennale ne abilitano ogni anno solo 80. A riguardo Panella sottolinea come “ci troveremo negli anni prossimi a fronteggiare una difficoltà: la disponibilità di meno risorse umane di quelle che ci servono”.

Secondo il manager  regionale  il rapporto ottimale tra medico e paziente è di 1 a 1000  e  questo rapporto si è oramai andato equilibrando nel corso del tempo garantendo  un’adeguata assistenza medica di base,quindi rassicura che non c’è l’intenzione di privarsi di tale risorsa  e che varie soluzioni (tra cui l’aumento dei numeri di posti nei corsi di formazione ) sono al vaglio e verranno discusse con le categorie interessate al fine di scongiurare questo ‘shortage’ di risorse umane che ” avrebbe un riverbero negativo sulla qualità dell’assistenza primaria che è fatta di continuità delle cure, ambulatori aperti anche il sabato e la domenica”, e di un ruolo del pediatra e del medico di base che in questi anni si è definito sempre più baricentrico nella costruzione della  sanità del futuro.

 

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