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Certificati sportivi, per Ecg serve firma del cardiologo.

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7 DIC (Doctor33.it) – «In tema di elettrocardiogramma nei nuovi livelli essenziali di assistenza c’è una novità di rilievo che chi redige i certificati sportivi deve tener presente: il referto va firmato da un cardiologo», lo afferma Francesco Fedele, presidente della Federazione Italiana di Cardiologia,aggiunge un dettaglio importante al tema dei certificati sportivi agonistici e non agonistici, tornato alla ribalta dopo il congresso dei medici sportivi Fmsi; quindi continua sottolineando il ruolo dello specilaista «non basta avere il responso di una macchinetta per dichiarare che un cuore è “idoneo” all’attività sportiva, quei dati per essere validi vanno letti da una figura medica specialistica. E ciò a mio avviso è tanto più importante quanto più si scende con l’età dello sportivo: sono pochissimi i ragazzi che non praticano sport. A livello amatoriale ed agonistico, tutti sono interessati, ma ai giovani manca un momento di screening, non abbiamo più il medico scolastico, e questo purtroppo può spiegare il perché delle morti improvvise in campo tra ragazzi, adolescenti, giovani adulti di cui apprendiamo più di una volta al mese».Dal 2013 (decreto del fare) i certificati sportivi sono stati resi non obbligatori per le attività ludico motorie, ma l’obbligo è rimasto per le attività non agonistiche: parascolastiche, giochi della gioventù locali e regionali, attività sportive in discipline agonistiche svolte da soggetti fuori età per la pratica agonistica. Non richiedono il certificato le attività esentate dal Coni da una circolare del 13 giugno scorso, e cioè: tiro a segno, a volo, con l’arco, biliardo, bocce, dama, scacchi, bridge, bowling, golf, pesca di superficie, curling, aerei e barche telecomandate, cinotecnica. Non devono produrre certificato nemmeno i tesserati Coni non praticanti attività sportive e quelli a “impegno fisico evidentemente minimo”, che però non è ulteriormente specificato. Spesso, anche le palestre fuori dal circuito Coni chiedono il certificato, meglio se corredato da Ecg. Fedele è d’accordo. «Non è una pretesa, è giusto applicare a chi s’iscrive una linea guida dall’impatto positivo. Ad ogni età, quando si mette in moto il cuore bisogna fare un controllo».

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