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DATI ASSISTITI : Bartoletti (Fimmg) nel Lazio, già disponibili online nei poliambulatori del Sabato e Domenica

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DOCTOR -33- Mauro Miserendino – Una lettera alla Repubblica. Una paziente che lamenta come a Roma l’assenza del medico di famiglia al sabato pesi pur essendo aperti i poliambulatori di quartiere. Un dito puntato contro l’evidenza che né i medici di guardia né quelli di ps richiamano i dati sanitari personali per espletare le richieste urgenti, in quanto quei dati non sono online. Ce n’è abbastanza per aprire due problemi: da una parte il medico di guardia non legge ancora le schede assistito del titolare, a dispetto del fatto che presto dovrà lavorarci in squadra (ne ha parlato a DoctorNews il responsabile Fimmg informatico Paolo Misericordia); dall’altra, per la verità, proprio a Roma ed in tutto il Lazio nei poliambulatori del week-end c’è già un software che richiama i dati anagrafici dei pazienti con relative esenzioni da reddito e permette loro di avere garantita la prescrizione dopo la visita. «Nei 27 ambulatori che aprono alle 14 di ogni sabato, sparsi in tutto il Lazio, non ci sono code ma sono stati fin qui assistiti 140 mila pazienti, con punte a Ostia, 120 visite ogni week end. Ma qualcuno è distratto e non vede ed in ogni modo il servizio andrebbe maggiormente pubblicizzato», sottolinea il vicesegretario nazionale vicario Fimmg, Pier Luigi Bartoletti.
«Fummo noi gli artefici dell’accordo che da una parte oltre alla disponibilità fino alle 10,30 del mattino del sabato (quindi non è vero che nel Lazio il medico di famiglia al sabato non c’è, ove qualcuno ventilasse il contrario), dall’altra a partire dal pomeriggio- assicura la continuità del servizio sul territorio. E proprio in quel servizio i medici utilizzano computer collegati in rete con l’anagrafica sanitaria regionale grazie a un software regionale, il Sismed, che è lento e va implementato, ma già adesso consente di conoscere i dati anagrafici di massima di un paziente e il suo medico curante. Questo a sua volta consente ai pazienti di essere visitati, e di avere ricette Ssn, o la pillola del giorno dopo, prima disponibile solo in guardia medica od in Pronto Soccorso, in ogni modo di avere per le patologie “quotidiane” una risposta a breve distanza da casa, senza ticket, senza attesa».
«Se poi – continua Bartoletti – al paziente non va bene neanche questo e vorrebbe che il medico di Ps o di continuità assistenziale richiamasse la cartella del medico di famiglia, deve rivolgersi a Sogei (la società informatica del ministero dell’Economia che gestisce i flussi dei dati della ricetta elettronica a livello nazionale, ndr). Ma già gli dico che la scheda del medico di famiglia per com’è fatta non è un semplice file da leggere online in pochi secondi e possono esservi per di più contenute informazioni la cui riservatezza va tutelata per salvaguardare la privacy dell’assistito, che è il titolare dei dati clinici e che potrebbe anche non voler far sapere le sue condizioni di salute. Inoltre per avere un servizio efficace e sicuro ci vuole la possibilità di richiamare informazioni essenziali sulle patologie prevalenti del paziente e le terapie in atto, in modo accurato, condividendo tali informazioni con ASL ed Ospedali. Questo non si fa in un giorno, va concordato da medici e istituzioni, e anche con il Garante della Riservatezza. In altre parole, un conto è volere il medico di famiglia il sabato, e i pazienti laziali l’hanno, per giunta informatizzato, un conto è volere il proprio medico di famiglia attivo sette giorni su sette, dimenticando che già lavora, ben oltre le 40 ore alla settimana che sarebbero l’orario massimo di lavoro secondo la normativa Europea».

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