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Fnomceo: «Medicina generale a rischio di estinzione nel 2037. Urge riprogrammare le risorse sulla base dei camici bianchi operativi»

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20 DIC (sanità24_ilsole24ore) – Barbara Gobbi –

L’allarme arriva dalla Fnomceo, che all’ultimo Consiglio nazionale ha presentato l’indagine “I numeri reali delle risorse umane in medicina generale”, messa a punto dall’Area Strategica Formazione. «Una seria e corretta programmazione delle risorse umane nell’ambito della Medicina generale – spiega il coordinatore dell’Area, Roberto Stella – è quanto mai urgente, considerato che nei prossimi anni si prevede un importante ricambio generazionale e contemporaneamente, secondo i dati Enpam, un’altrettanto rilevante gobba pensionistica dei Mmg. Le graduatorie regionali potrebbero essere, in tal senso, uno strumento utilissimo ma risultano, così come sono oggi, falsate perché ammettono la persistenza “in perpetuum” dei medici in possesso dei requisiti, sino a revoca da parte dell’interessato. Abbiamo allora rielaborato i dati, “epurando” le graduatorie dai medici che, secondo i criteri da noi messi a punto, risulterebbero non interessati all’accesso».
«Appare evidente – afferma la presidente Fnomceo Roberta Chersevani – quanto sia improbo per le nuove generazioni e per la sostenibilità del sistema organizzativo delle cure primarie, anche nell’ottica di una imminente contrattazione nazionale e regionale, considerare questa popolazione come interessata alla Medicina generale».

Sotto la lente degli esperti in formazione della Federazione, in prima battuta, le graduatorie di settore in Emilia Romagna, poi quelle in Toscana e in Calabria. L’analisi e la rielaborazione dei dati ha portato gli autori dello studio a considerare come interessati alla Medicina generale solo quanti aggiornano il punteggio in maniera sistematica: in totale, questi camici bianci si fermano al 40% degli iscritti in graduatoria. «L’analisi dinamica degli incrementi di punteggio – prosegue Stella nel documento – ha quindi permesso di condurre una sorta di processo alle intenzioni degli iscritti in graduatoria. Questa probabilmente è la chiave di lettura che mancava per effettuare una conta delle risorse umane realmente disponibili. Abbiamo quindi provato a tradurre questa chiave in un modello matematico ripetibile al di fuori dei confini della nostra Regione, che potesse consentire una stima più vicina possibile alla realtà rispetto al numero reale degli interessati all’accesso alla professione».

«Questo metodo – conclude Stella – ci ha permesso di creare una proiezione delle risorse umane della Medicina Generale in Emilia Romagna a 5, 10 e 20 anni. Tale curva, confrontata con la curva dei medici pensionandi, creata sui dati Enpam, mette in luce una situazione preoccupante. La forbice che si crea, infatti, è molto netta e consente ben poche letture alternative al pericolo di scomparsa, nei prossimi 20 anni, della Medicina Generale, a meno che si inizi sin da subito una corretta programmazione. Basata sui numeri».

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