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Influenza nel Lazio. Fimmg: virus ”mutato”, messi a dura prova i sistemi di assistenza.

maria corongiu

13 GEN (Quotidiano Sanità) – Nel Lazio, rileva Fimmg, dove la rete dei medici sentinella è più attiva,il dato della incidenza si attesta al 15.22 per mille ed in crescita rispetto all’ultima settimana del 2016. A portare su l’incidenza il dato della Roma 1 (Centro e Aurelio, Boccea) che si attesta al 22,54 per mille per mille seguito dalla Asl 6 (Castelli romani) che segna un 19.07 Ma in tutte le Asl romane si supera abbondantemente l’asticella del 10 per mille: nella Roma 5 Tivoli) siamo al 16.6 , nella 3 (Ostia) a 13,59 nella 4 (Civitavecchia) a 11.44. nella Roma 2 (Eur) 11.93. L’influenza picchia forte anche nella provincia di Viterbo che segna un 16.11 per mille, 12.34 a Rieti, 11.38 nella provincia di Latina. L’unico territorio dove l’influenza si dimostra più clemente fermandosi sotto il 10 è quello di Frosinone e provincia che si ferma a 8.79. Il numero di casi stimati in questa prima settimana del 2017 a livello nazionale è pari a circa 552.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di ci rca 2.486.000 persone.

Come spiega Maria Corongiu, segretario regionale Fimmg Lazio,“Il virus maggiormente circolante in Europa ,ma anche in Italia è l’A/H3N2, che però “viaggiando “ ha acquisito la variante A/ Bolzano/7/2016, che pur essendo antigenicamente simile al virus A/Hong Kong precedentemente circolante,ne rappresenta tuttavia una sottoclasse. Questa dinamica “cangiante” del virus sta rendendo l’epidemia influenzale aggressiva come non accadeva da almeno 15 anni con conseguente aumento delle ospedalizzazioni in tutta Europa e ancora di più a Roma.Nonostante la crescita dei vaccinati sono in aumento i ricoveri di persone nella fascia d’eta’ maggiore dei 65 anni , come atteso in ragione del dato epidemiologico che quando circola l’H3N2 colpisce maggiormente gli anziani, come successo nel 2004-2005 o nel 2014- 2015, anni in cui si è i registrata anche una insolita ed elevata mortalità. L’altra fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a circa 17,47 casi per mille assistiti e quella tra 5 e 14 anni pari a 9,27”.

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