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Linee guida anti-contenzioso, Gimbe: le società scientifiche non sono pronte

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4 MAR (Doctor 33) – Tre società scientifiche italiane su quattro non producono linee guida, una parte di quelle che le fa le tiene sul sito ma riserva l’accesso ai soli iscritti, solo un quinto della produzione attuale italiana è aggiornato in quanto pubblicato dal 2015 in poi (dopo 3 anni un’indicazione è reputata superata). Inoltre solo il 17% delle società scientifiche produttrici di linee guida dichiara i conflitti d’interesse. All’indomani dell’approvazione della legge sulla responsabilità sanitaria -che affida all’aderenza a linee guida e raccomandazioni le chance del medico per evitare la denuncia per colpa grave – il sistema per elaborare linee guida corrette, affidato proprio alle associazioni di medici, sembra tutto di là da venire, a giudicare dall’indagine presentata dalla Fondazione Gimbe a Bologna e illustrata da Simone Laganà dell’Università di Messina. L’indagine finanziata con la borsa di studio dedicata a Gioacchino Cartabellotta e condotta sotto l’egida di Istituto superiore di sanità e Guideline International Network, ha verificato i siti di 403 società scientifiche – non s’è soffermata sui produttori “istituzionali” come Iss, Agenas, regioni, che saranno valutati in seguito – e come produttori di “guideline” ne ha potute selezionare solo 81 di cui solo 44 iscritte alla Federazione Fism. E’ risultato che 290 non avevano pubblicato niente, 108 avevano prodotto ma solo per i propri iscritti, 6 non avevano il sito web. Sono stati censiti 359 documenti da valutare, scartando indicazioni non contrassegnate come linee guida o di ambito solo regionale; per il 46% non era disponibile l’anno di produzione.

Tre quarti della produzione si doveva a un’unica società scientifica, un quarto è costituito da linee guida condivise da più società. Molto gettonato invece (80-100%) l’utilizzo del ranking che segnala la “forza” della raccomandazione, ed è quasi sempre esplicitato l’ambito di applicazione della linea guida. Alla 12° conferenza nazionale Gimbe Walter Ricciardi – presidente dell’Istituto superiore di Sanità, che la legge chiama a fare un po’ da contraltare alle società scientifiche nella validazione delle linee guida anti-contenzioso penale – ha riferito che sono iniziati gli incontri ministeriali per arrivare al decreto che fisserà i requisiti di accreditamento delle società scientifiche e che le “prescelte” per l’albo speciale non potranno essere tutte le iscritte alla Federazione Fism. «Contiamo di iniziare a far funzionare il sistema nel 2018 e di essere a regime nel 2019», ha detto Ricciardi. Franco Vimercati, presidente Fism, ha convenuto che non tutte le società iscritte potranno entrare in elenco, ma ha ricordato come il processo di accreditamento iniziato nel 2004 sotto il ministero di Girolamo Sirchia sia stato interrotto da un ricorso delle regioni alla Consulta che ha bloccato sul nascere l’accorpamento e la crescita di autorevolezza di molte società iscritte. «La strada per le linee guida c’è, c’è un piano nazionale alto così e ci sono società scientifiche con linee guida aggiornate, tarate sullo stato di malattia e riferenti l’anno di produzione, criteri che ho stimolato altri iscritti a seguire. Auspico che nei meccanismi di reclutamento delle società scientifiche più che dalla logica di escludere si parta da quella di vedere in faccia chi le rappresenta, come lavora, che cosa fa.

Non va poi dimenticato che le linee guida per essere efficaci nell’ambito di una legge come quella sulla responsabilità del sanitario devono avvicinarsi al paziente e tenere conto di comorbilità, rispettare un disegno evoluto rispetto al passato. E nel nuovo contesto il consenso alle terapie sarà sempre più decisivo; il medico dovrà parlare di più al paziente». Intanto, la Fondazione Gimbe ha lanciato con il Segretariato Italiano Studenti in Medicina e con i giovani medici Sigm un programma – Gimbe4Young – per 30 borse di studio rivolte a formare i giovani professionisti sanitari in quattro giornate di corso alla comprensione della letteratura scientifica e all’uso consapevole ed appropriato delle risorse, in funzione di scelte professionali che andranno sempre basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.

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