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LOMBARDIA: malattie croniche, esclusi i medici di famiglia

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31 GEN (intelligonews) – Il punto di partenza è la riforma della sanità che la giunta di Roberto Maroni ha approvato nell’agosto 2015, che unifica sanità e sociale in un unico assessorato e vede la nascita delle nuove Agenzie di tutela della salute (ATS), le quali prendono il posto delle vecchie Asl con compiti di programmazione dell’offerta sanitaria, di accreditamento delle strutture sanitarie e sociosanitarie, di negoziazione e acquisto delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie e delle nuove  Aziende socio sanitarie territoriali (ASST) che soppiantano le vecchie Asl e AO.In questo modo si unificano sotto un’unica struttura e direzione, assistenza ospedaliera e territoriale nella logica della presa in carico della persona a 360°. Con la delibera approvata dalla giunta Maroni, la Lombardia si prepara a passare ai fatti. il nuovo modello previsto dalla delibera prevede che:

-Le Ats riceveranno la stratificazione della popolazione assistita nell’ambito territoriale di competenza da parte di Regione Lombardia, che assegna ciascun soggetto ad una fascia per livello di complessità e di domanda, in relazione ai bisogni individuati e verifica e controlla il livello di stratificazione attribuito al paziente.

-A questo punto le Ats valuteranno e selezioneranno i Gestori (erogatori pubblici e privati sociosanitari accreditati sui percorsi di presa in carico del paziente polipatologico – fragile e del paziente cronico per i livelli 1 e 2 più complessi) più adatti alla presa in carico dei singoli assistiti attraverso specifici bandi.

-Sarà sempre la Ats (cui spetta anche verifica e monitoraggio) a fornire informativa al paziente relativamente ad un numero di Gestori per la presa in carico per la successiva libera scelta da parte del paziente.

-Il Gestore concorda poi il Patto di cura con il paziente e predispone il Piano di Assistenza Individuale (PAI) e informa il Medico di Medicina Generale dell’avvenuta presa in carico del suo assistito e del relativo PAI consultabile in qualunque momento tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).

-Il Medico di Medicina Generale potrà eventualmente integrare il PAI, provvedendo a darne informativa al Gestore, ma non potrà modificarlo essendo la responsabilità del PAI in capo al Gestore.

-Il sistema tariffario non sarà basato in via esclusiva sulle prestazioni erogate (DRG), ma anche sulla tipologia di bisogni cui le prestazioni nel loro complesso rispondono, attraverso l’introduzione di una tariffa di presa in carico per pazienti cronici e budget di cura per pazienti fragili.

-Su ogni tariffa fissato un 8% in più per prima fase. Previsto anche un finanziamento di 25 euro per ciascun paziente da riconoscere al MMG per la predisposizione del PAI.

Fimmg, preoccupata per il ridimensionamento del ruolo del medico di famiglia nella gestione dei casi più complessi. A farne specifica menzione è proprio il segretario regionale Fiorenzo Corti che sulla delibera si esprime così: Ci giungono notizie preoccupanti intorno alla pubblicazione di una delibera regionale dedicata alla cura dei pazienti affetti da malattie croniche (diabete, ipertensione, malattie respiratorie, cardiopatie ecc.). Sembrerebbe, da documenti non ancora ufficiali, che, a decidere un percorso di cura per questi pazienti non sia il medico di famiglia ma un soggetto ‘Gestore’ che rappresenterebbe una grande novità nel panorama nazionale e, a dire il vero,  anche internazionale”.Continua Corti: “Sarebbe però questa la fine della medicina di famiglia. Abbiamo chiesto e ottenuto un incontro urgente in Regione e ci riserviamo valutazioni più precise non appena in possesso del documento ufficiale, se sarà approvato”.

Sulla questione è stata raggiunta l’intesa di convocare un consiglio regionale urgente mercoledì 1 febbraio a Milano.

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