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Sanità, il Ddl Gelli è legge. Fimmg si torna al confronto con i pazienti non con gli avvocati.

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1 MAR (quotidiano sanità) – Con 225 voti favorevoli, 113 contrari e 22 astenuti ieri, 28 febbraio, è stato approvato alla Camera dei Deputati il Disegno di Legge n° 2224 sulla Responsabilità Professionale del personale sanitario e la sicurezza delle cure per i pazienti. La legge garantirà una maggiore tutela per i professionisti,ma al contempo anche il diritto al risarcimento dei cittadini in caso di colpa grave.

“Una bella giornata per tutta la sanità e i medici, che saranno liberi di lavorare e confrontarsi con i propri assistiti anziché incrociare le armi con gli avvocati” così accoglie l’approvazione del DDL Gelli il Segretario nazionale della Fimmg, Silvestro Scotti, che aggiunge“un’ ottima legge che se da un lato consentirà ai medici di lavorare più serenamente secondo scienza e coscienza, dall’altro offre maggiore tutela e certezza del risarcimenti ai cittadini. Sia perché, confermando una giurisprudenza già consolidata, la legge definisce di natura extracontrattuale il rapporto tra il medico di famiglia e il suo assistito, che potrà così ottenere il risarcimento dal soggetto economicamente più solido, ossia la Asl. E sia perché il testo fa esplicito riferimento all’obbligo di utilizzare obbligatoriamente le tabelle che quantificano i risarcimenti, che il Governo ha assicurato voler rapidamente integrare ed aggiornare.L’aver poi escluso la colpa grave nel caso siano rispettate linee guida e buone pratiche assistenziali, consentirà ai medici di lavorare con più serenità, senza ricorrere a quella medicina difensiva, che produce inappropriatezza e sprechi”.“Anche se – prosegue – restiamo convinti che il miglior modo per contrastare il boom delle cause sanitarie sia lavorare al consolidamento del rapporto fiduciario medico-paziente, che mal si concilia con prescrizioni dettate più dalle ragioni del risparmio a tutti i costi che dalle evidenze scientifiche. Peraltro in continua evoluzione. Il basso indice di contenzioso vantato dai medici di famiglia dice che questa è la strada da seguire. Magari -conclude Scotti- facendo uscire dalle secche il rinnovo della nostra convenzione, che deve essere una opportunità di promozione e incentivazione della piena presa in carico dei pazienti da parte dei medici di medicina generale”.

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