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Ticket sanitari: Lorenzin, si potrebbero anche eliminare ma serve più spending review

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14 Mar (La Repubblica) – In un intervista a La Repubblica la ministra Beatrice Lorenzin , risponde sulla recente polemica sui ticket, affermando che “oggi rendono 3 miliardi di euro l’anno, che rispetto ai 113 del fondo sanitario in effetti sono marginali. Ma per alcuni territori sono importanti. Certo, portando avanti il processo di spending review del Patto della salute si potrebbero togliere, o comunque reinvestire nelle prestazioni più solidali. Penso agli anziani o a quelle fasce di popolazione che rischiano di non essere intercettate dal sistema sanitario pubblico, agli invisibili”. Continua riguardo il dato della flessione del 9% dal 2012 al 2015 della spesa per i ticket e per                   l’ intramoenia, “i motivi sono diversi da territorio a territorio. Probabilmente tra le cause c’è anche un aumento dell’efficienza, nel senso che è stata ridotta l’inappropriatezza. Si è fatto un grosso lavoro con medici e società scientifiche che sono molto impegnate su questo fronte”.La ministra auspica inoltre il raggiungimento di un quadro più omogeneo tra le varie Regioni con ”prezzi simili, e più equi” sottolinenado il paradosso per cui si osserva come ”nelle aree dove c’è maggiore sofferenza economica i costi per i cittadini sono più alti”. Conclude quindi sulla questione della norma ,attaccata nei giorni scorsi dal presidente del Veneto Zaia, che ha permesso ai governatori delle Regioni con la sanità in rosso di fare i commissari, “la legge nasce da un emendamento parlamentare a cui io ho dato parere contrario. Non ha senso che il controllore e il controllato coincidano. Penso però che il sistema dei commissariamenti vada aggiornato. I sub commissari di governo hanno potuto agire solo su aspetti economici e finanziari e non sui servizi sanitari. E infatti le realtà commissariate continuano a fare fatica nei servizi ai cittadini. Bisogna cambiare. Sarebbe meglio non commissariare i vertici politico amministrativi che si devono assumere la responsabilità piena della visione sanitaria, e del resto hanno sempre mantenuto il potere di nomina dei manager delle Asl, ma le aziende sanitarie e ospedaliere. In quelle che non funzionano potrebbe arrivare un commissario di governo con pieni poteri rispetto alle Regioni, con l’obbligo di risanamento nel giro di uno o due anni. È un’idea in bozza da condividere e sulla quale invito tutti a ragionare”.

 

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